Il cimitero di Aurisina, nel cuore del Carso c’è un piccolo ricordo dell’Austria-Ungheria


Aurisina, cimitero austro-ungarico

Aurisina, cimitero austro-ungarico

Ad Aurisina ci sono duemila ragazzi seppelliti in una terra che ora è straniera. Nascosto nel cuore del Carso, il cimitero austro- ungarico sembra una cartolina della campagna inglese: un posto tranquillo e silenzioso dove dormono quelli che non sono tornati a casa nemmeno da morti.

La targa sul portone d’ingresso è in tedesco e dice che il cimitero è stato curato negli ultimi anni dai volontari austriaci della Croce nera. Mi piacerebbe sapere se esistono cimiteri dei nostri soldati in Galizia o sulle rive della Drina: chissà se ci sono bisiachi, triestini e istriani da quelle parti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl cimitero di Aurisina è un minuscolo ricordo di quello che Austria e Italia hanno combinato a queste terre, un secolo fa. Cacciati in bocca alle voragini del nostro monte per farsi mitragliare e stritolare, milioni di poveracci provenienti da altri mondi sono crepati come cristi senza nemmeno una croce alla quale aggrapparsi.

Dentro la terra della dolina ci sono 1934 uomini e le loro tombe sfilano in 23 linee di grigio e bianco: all’ombra degli alberi, le piccole lapidi sono immerse nell’erba e quasi tutte hanno una targhetta dorata con nome e cognome. Ogni tomba ospita due o tre morti, qualcuna ha la scritta “unbekkante soldaten”, soldato sconosciuto.

Aurisina, cimitero austro-ungarico

Austriaci, croati, slovacchi, boemi, polacchi, bosniaci e ungheresi sono venuti qui a difendere la Corona asburgica: Johan, Karl, Otto, Boban, Rezso, Ivan, Elias e Franz restano in fila da morti, come da vivi, bloccati ad attendere ordini che non arriveranno mai. L’Impero non esiste più e loro hanno solo questo pezzo di campo in mezzo alle viti del Carso mentre il traffico dell’autostrada che passa lì vicino scivola via insieme ai nugoli di camion, moto e auto che sfuggono a 150 all’ora verso confini inesistenti.

Annunci

2 thoughts on “Il cimitero di Aurisina, nel cuore del Carso c’è un piccolo ricordo dell’Austria-Ungheria

  1. ti ringrazio molto per queste notizie e curiosità, chiederò all’associazione zenobi. chissà se da qualche parte in galizia c’è anche il mio bisnonno, disperso nel ’14. un giorno o l’altro spero di riuscire a trovarne le tracce. con quel “combinato” mi riferivo ai campi di battaglia, alle distruzioni belliche e ai morti. non alla civiltà austriaca o italiana.

  2. Certo che ci sono i cimiteri in Galizia, l’anno prossimo parte un viaggio alla loro scoperta, chiedi all’associazione Zenobi. Abbi pazienza ma l’Austria non ha combinato proprio nulla a “queste terre”, quei ragazzi difendevano la loro civiltà che per molti aspetti è ancora superiore a quella subentrante nonostante i 95 anni di “progresso” intercorso. Vuoi saperne una curiosa? I cimiteri attuali sono stati costruiti quasi tutti dall’Italia, eccetto quelli nel carso sloveno e triestino. Nel Vallone c’erano quasi 30 cimiteri AU dove erano sepolti insieme amici e nemici, difensori ed aggressori. La percentuale nel vallone era di 1 difensore per 3 aggressori. Altrove come a Zagora e Plava, le percentuali erano anche di 1 a 25 ed 1 a 30. Qualcuno ipotizza che siano state tali percentuali imbarazzanti, a suggerire all’invasore di disseppellire tutti e riseppellirli in cimiteri nazionali. “Nazionali” ma non etnici, perchè anche sulle croci che hai gentilmente postato, i cognomi “italofoni” sono parecchi.

I commenti sono chiusi.