A Monfalcone anche i muri parlano/2


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(Autore: “Pastarella”, materiali: penna su acciaio, dimensioni: 70X120, anno: 2013).

L’opera si colloca in un luogo insolito, una porta vicina al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Polo di Monfalcone. L’effetto è assicurato: in un luogo dove si vivono gioie, speranze e dolori e dove la famiglia si forma e trionfa, spunta un’affermazione dura, addirittura brutale.

I parendi sono come i stivali piu stretti sono è piu fanno male…“.  Con mano sicura l’artista traccia la sua concezione antiretorica dei valori tradizionali, affossando con un secchezza epigrammatica degna di Marziale il valore base della nostra stimata società. E l’autrice, tale “Pastarella“(di cui non conosciamo, ahinoi, l’ulteriore produzione) lo fa usando un italiano sentito, profondo e squillante: l'”e” congiunzione diventa “e” accentata, il termine parenti – oggetto principale della polemica- è appositamente storpiato per ottenere il doveroso straniamento, la punteggiatura viene polverizzata per sciogliere meglio la continuità del verso.

Il nucleo dell’invettiva è chiaro: la famiglia, lodata in tutte le salse, cardine del nostro mondo, fulcro della civiltà occidentale, può essere anche una galera da cui scappare a gambe levate.

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