Tour in Istria: a Cristoglie gli scheletri ballano in una ghignante Danza macabra


Cristoglie, Danza macabra

Cristoglie, Danza macabra

Gli scheletri della Danza macabra si divertono a Cristoglie. Ballano e sorridono, forse ti prendono in giro, di sicuro stanno aspettando chi arriva: da Koper prendi per Dekani e dopo il ponte sul Rižana scendi a sinistra verso una serie di curve strette. Tra le poche casette del paese di Hrastovlje, spunta la Santissima Trinità, la Sveta Trojika, che domina la valle ventosa.

La chiesa è circondata da mura e bastioni, dentro c’è un ragazzo con codino e maglietta dei Pearl Jam, è arrivato su un vecchio motorino spento, pedalando in salita come un forsennato per risparmiar benzina. Presi i due euro dell’ingresso, il ragazzo accende lo stereo: invece di “No code” rimbomba tra le tre navate la voce di un ometto che ti spiega i fatti della chiesa.

Cristoglie, chiesa della SS. Trinità

Cristoglie, chiesa della SS. Trinità

Il ciclo di affreschi è stato dipinto attorno al 1490 per illustrare agli abitanti e ai pellegrini le storie del Vangelo: Giuda, Ponzio Pilato, la lotta del Cristo contro il demonio. Ma le scene più interessanti sono quelle di esistenza reale: nei medaglioni del soffitto c’è il ritmo infinito delle stagioni con gli uomini che cacciano, pescano, vendemmiano, seminano, mietono.

Cristoglie, Danza macabra: lo scheletro si diverte

Cristoglie, Danza macabra: lo scheletro si diverte

E soprattutto c’è la Danza macabra, dipinta nei tempi in cui trionfava il terrore dei Turchi e della peste. Una delle cose più curiose è che questi affreschi nel corso dei secoli furono ricoperti di calce e solo nel 1949 lo scultore Joze Pohlen, allora studente d’arte,  intuì che sotto quel muro bianco c’era qualcosa da scoprire: si mise a grattare la parete con un coltello sino a far riemergere i colori, i gesti e i sorrisi degli scheletri e i musi tristi dei ballerini incatenati nell’ultima azione della loro esistenza.

La Danza racconta il gioco della morte e lo fa con uno strano effetto sardonico: sarà per quei ghigni degli ossuti, che si muovono al suono di una musica invisibile accompagnando tutti al cospetto dell’antica Signora.

Cristoglie, Danza macabra: al cospetto della Morte

Cristoglie, Danza macabra: al cospetto della Morte

La scala sociale che al tempo era fortissima e costringente, si annulla. Per una volta sola, ma la più importante, tutti diventano uguali: c’è il bimbo in culla, lo storpio, l’usuraio, il mercante, la regina, il re e il Papa. Tutti sono in fila davanti alla morte e tremano di paura, vorrebbero fermarsi e tornare indietro, ma non possono: l’esercito dei teschi secchi e sorridenti abbraccia i cadaveri in una morsa gentile e spietata. La Morte li sta aspettando e solo lei farà finire questa commedia.

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