I due Roberti di Trieste: la clanfa olimpica di “kamikaze” Cosolini e i calcioni di “Rambo di Tuono” Dipiazza


Roberto Cosolini si getta in acqua vestito all'Ausonia a Trieste

Roberto Cosolini dopo la clanfa all’Ausonia

Il tuffo in giacca e cravatta di Roberto Cosolini ha mosso le acque della politica a Trieste: il giunonico sindaco ha sollevato parecchie perplessità ma anche applausi col salto nel vuoto all’Ausonia per l’Olimpiade delle clanfe organizzata dai muloni triestini. Qualcuno ha sorriso all’azzardo di gettarsi vestito con noncuranza da kamikaze, altri gli hanno dato seccamente del pajazo.

Una mossa a sorpresa per un politico ritenuto un orsacchiotto timido: è il segno del cambio nella strategia della comunicazione politica? Non si sa, ma Trieste comunque è abituata a sindaci che tirano numeri e la palma diGiusto de San Giusto” va di diritto a Roberto Dipiazza.

Non a caso il suo sito parla di “momenti magici”. E vediamone alcuni: a Silvio Berlusconi in visita anni fa in piazza Unità il Robbie si presentò con arguzia e cogliendo l’unico punto di contatto con Sua Emittenza, gli strinse la mano e sparò un “Presidente Berlusconi, ogni capello perso una donna conquistata!” Non fu registrata la reazione del Cavaliere che sul tema – si sa- ci va assai cauto.

Andy Warhol

Il defunto Andy Warhol

Ai confini del leggendario l’episodio di pochi anni fa, quando Trieste preparava la mostra su Andy Warhol all’odierno Salone degli Incanti: l’organizzazione aveva difficoltà con noie burocratiche, ritardi dall’America e altri casini. La manifestazione era sul punto di saltare, ma Robbie Dipiazza mostrò anche quella volta il piglio pragmatico di chi si è fatto da solo. Si rivolse ai suoi collaboratori con faccia da duro: “Insomma, basta! -strepitò – chiamatemi ‘sto Warhol  che ci parlo io, così la risolviamo una volta per tutte!“. Nessuno ebbe il coraggio di dirgli che Warhol era morto nel 1987.

La storia di Dipiazza che telefona a Warhol venne fuori dopo un sacco di tempo, mentre un altro numero notevole si svolse sotto gli occhi di tutti i cittadini e fu impossibile soffocarlo. Sulle Rive c’erano lavori per una tappa del Giro d’Italia e il traffico era paralizzato, cosa che succede spesso in centro a Trieste, Giro o non Giro. Ma quella volta in mezzo al caos stradale c’era anche Dipiazza, che scese dall’auto e come un Rambo post Vietnam tirò una sfuriata contro tutto e tutti, mitragliando a calci sacchi di sabbia, transenne, cinesini, New Jersey e segnali stradali provvisori. Si incazzò di brutto e gli operai comunali che gli capitarono a tiro passarono un pessimo momento.

Roberto Dipiazza

Roberto Dipiazza sclera sulle Rive di Trieste

Ma lo sclero fu dimenticato subito: Dipiazza è uomo del fare ed è amatissimo da quei triestini che vedono in lui la persona capace di spezzare il tradizionale “No se pol“, anche a furia di pedate degne di un Gigi Riva centrodestrorso. E il tema non è casuale: con Dipiazza sulla carega da sindaco la gloriosa Triestina sfiorò in pochi anni la serie A partendo dalla C2. Tutta altra storia con i sindaci di Centrosinistra: durante il regno dell’algido Illy e del fromboliere Cosolini l'”Unione” è sprofondata due volte, nel 1994 e l’anno scorso, nel marasma del calcio dilettantistico.

Annunci

4 thoughts on “I due Roberti di Trieste: la clanfa olimpica di “kamikaze” Cosolini e i calcioni di “Rambo di Tuono” Dipiazza

  1. Roberto: “un nome una garanzia” 😉
    Mi hai fatto fare due sane risate con questo post.
    E’ alquanto sanguigno il Dipiazza… 😆 però preferisco di gran lunga le persone che fanno prima ancora di dirlo a quelle che dicono senza poi mai farlo!
    E adesso … mi metto a lavorare 😉
    un saluto

I commenti sono chiusi.