Philippe Daverio provoca a Lettere Mediterranee: “Tutto il potere agli intellettuali!” E a Monfalcone scatta la rissa


Philippe Daverio

Philippe Daverio

Le affabulazioni e le provocazioni dell’Intellettuale di Stato Philippe Daverio lasciano il segno in una città sensibile alla cultura come Monfalcone. Il professore franco-italiano parla e proclama, la città entra in empatia col suo messaggio e organizza subito risse all’ombra del campanile, luogo-simbolo delle fratture sociali e nasali della nostra comunità.

Philippe Daverio è l’uomo col papillon e la giacca di tweed che incanta parlando di arte e altre storie in Rai con programmi di successo come “Passepartout” e a Monfalcone è ospite di “Lettere Mediterranee” in Piazza Falcone e Borsellino. La piazzetta è super piena, un sacco di gente va a succhiare cultura ed infatti ci sono: sindaca, assessora alla Cultura, consiglieri di maggioranza, animatori culturali, aspiranti protagonisti, sfacchinati, architetti con villa in Costiera, disoccupati, precari, vecchi orsi, vampiri, ex professori e altra gente. C’è anche un dissidente bengalese che arriva, studia la situazione e urla improperi mezzo distrutto dai bicchieroni in direzione del pubblico, sconvolgendone l’attenzione. Sguardi preoccupati, ma il dissidente poi scappa perchè il bancone lo attende, come si spera anche noi, molto presto.

La serata tratta di Mediterraneo, questo povero mare che una volta era il centro di tutti i traffici e ora è relegato a mero laghetto e si parla di ponti, muri, comunicazioni tra i popoli e lotte per il futuro: il dibattito, che dibattito non è visto che parla solo lui, si concentra sull’Europa e sull’Islam e sui rapporti tra i vari mondi mediterranei, che un tempo erano più semplici di adesso. Va a braccio il professor Daverio con stile coinvolgente, fatto di humor alsaziano, aneddoti, concetti, elenchi di cose da fare e di gin tonic da mescolare.

Poi all’improvviso ecco il proclama al popolo: con la sua bella S ronzante e la sua bella R blesa, Daverio spara. “Il futuro dell’Europa sono gli intellettuali!” – dice. E’ una voluta provocazione parlare di intellettuali in una città di tradizione operaia come la nostra ed infatti le sue parole non passano inascoltate: sotto il campanile, a due passi da piazza Falcone e Borsellino, due energumeni che stavano discutendo di una donna contesa, si eccitano al proclama e si incazzano di brutto. Si odono urla e strepiti, schiocchi di sberle e frusci di serpi.

Monfalcone, via Sant'Ambrogio

Monfalcone all’ombra del campanile

C’è una ragazza gonfia vestita di rosso che si agita e si frappone tra i duellanti che se la contendono a suon di insulti. “Pezzo di merda, bastardo, ti spaccio la faccia, sei morto”. La tensione sale e la gente che sfolla dall’incontro con Daverio spintona per assistere al nuovo e più stimolante spettacolo. I duellanti d’amore sono ai ferri corti, anzi ai vetri lunghi, visto che uno dei due spacca una bottiglia e agita i cocci verso l’altro: per fortuna la Polizai finalmente arriva e risolve tutto. Potenza della giacca azzurra che calma le teste calde.

Intanto al vicino ristorante Al Gelso il professor Philippe Daverio noncurante si accomoda al tavolone imbandito assieme agli organizzatori della manifestazione e altri notabili monfalconesi. Mangia piluccando e discute di vini e dell’etimologia del termine bisiaco. Fuori la situazione si è calmata e la città ridiventa l’usuale catacomba: le provocazioni degli Intellettuali di Stato a Monfalcone durano assai poco.

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